Periodo: verso il sesto libro,assolutamente AU.
Disclaimer:Tutti i personaggi,tranne Vivian,appartengono a J.K.Rowling. Non scrivo a scopo di lucro,ma per puro divertimento!
Nota:Ed eccoci alla mia seconda fanfiction,spero che vi piacer pi della precedente!!! Mi raccomando,commentate! Un consiglio: ascoltate il cd degli Evanescence mentre leggete questa storia(se lo avete,ovvio!).
INTRODUZIONE
La bufera di neve continuava imperterrita a imperseverare.
I vetri della finestra della sua camera da letto erano appannati.
Sarebbe scesa in cucina,era in apprensione per il marito. Erano le otto di sera e ancora non c'era sentore del suo ritorno.
And in cucina,accorta a non svegliare i bambini che ora dormivano profondamente,sia ringraziato Merlino,dopo averla fatta penare tanto.
Sbirci alla finestrella presente al di sopra del lavabo.Il paesaggio era tetro,non si distingueva nulla tranne i fiocchi di neve che turbinavano nella notte.
Ud un flebile colpo alla porta.
All'inizio le parve di esserselo sognato ed esit,incerta se aprire.
Il colpo si ripet pi vigorosamente.
Chi poteva essere?Il suo consorte in quei periodi si materializzava sempre dentro casa per non correre rischi.
Aggrott la fronte. Pu darsi...?
Con espressione decisa liber la porta dagli incantesimi di sbarramento e questa si spalanc facendo irrompere il vento nell'atrio.
Sulla soglia stava eretta una donna dai capelli carmini e occhi verdi smeraldo. Il suo mantello cobalto le svolazzava intorno,a tratti gonfiandosi.
Si sforzava di indossare un'aria calcolatrice ma con scarsi risultati. Nelle sue pupille era leggibile un'intensa disperazione e un senso di turbamento.
La donna che le aveva aperto si port le mani alla bocca.
-Per la barba di Merlino...!
La rossa si guard svelta attorno.
-Ho bisogno di parlarti.
La sua voce era controllata: non lo sarebbe stata per molto.
La proprietaria dell'abitazione si scans e la invit preoccupata ad entrare.
-Grazie.
Si sedette su una sedia del grande tavolo di quercia al centro della stanza.
- E' cos accogliente qui. Mi ero scordata la sensazione che si prova ad essere in un ambiente familiare.- comment nostalgicamente,sfiorando un lavoro a maglia abbandonato su un lato del tavolo.
-Vuoi un t,un caff,qualche...?
Lei smorz un sorriso e fece un gesto di diniego.
Estra da un punto non precisato sotto il mantello un diario verde bosco con una cornice di grovigli di fili dorati sulla copertina.
La donna lo riconobbe. Il suo diario.
-Voglio che lo abbia tu.
-Ma il tuo diario e io non ,b,hai ancora tanto da scrivere!
Il volto di lei si ottenebr.
-Non credo.
Perseverava a non capire,a essere confusa.
-Sono incinta.
Ci fu un silenzio di tomba.
Ritrov la facolt di parlare.
-Di nuovo?Quando,chi...?
Lo sguardo dell'ospite fu eloquente.
Adesso anche l'altra si dovette sedere,stava prendendo piede una crescente agitazione.
- E' maschio?
-S.- rivel con un sospiro.
Un brivido percorse la donna.
-Avevo pensato di abortire...non me la sono sentita. Inoltre,era troppo pericoloso,mi avrebbero potuta scoprire.- si mise febbrilmente le dita sulla fronte.
-Cara...
- No.
Blocc all'altezza del polso la mano che la donna aveva cercato di posizionarle sulla spalla. Lei la allontan,offesa da quell'atteggiamento brusco.
-Scusa. Non merito di essere consolata. Pago le conseguenze delle mie scelte.
-Te ne penti?-le domand l'altra meravigliata.
- No. Se ritornassi indietro,mi innamorerei nuovamente di lui in un batter di ciglia,certe cose non si possono cambiare.
La donna davanti a lei si morse il labbro inferiore,chiaro segno che non condivideva il suo pensiero.
-Cosa intendi fare?
-Farlo nascere,il che dovrebbe accadere tra sette mesi,e trovargli un posto sicuro dove nasconderlo e proteggerlo. Al momento sono le mie uniche priorit.
-Lui lo verr a sapere.- le fece notare.
Le lanci un'occhiata sfuggente e si torment nervosa le mani. Si rizz di scatto dalla sedia.
-Devo andare.- la inform flebilmente.
-Lo ami nonostante tutto,vero?
Quella si ferm sull'uscio per un attimo,colpita al cuore da quella domanda come se una freccia le avesse trapassato il petto.
-Salutami i tuoi figli.- e dicendo questo si smaterializz.
- Asp...!
Troppo tardi,la donna si ritrov sola nella cucina a fissare con ansia il luogo in cui l'amica era scomparsa.
Si annod la cravatta con strisce verdi e argento,afferr un fermaglio con una minuscola fata con ali di farfalla,raccolse parte dei capelli con quello e il resto lo lasci ricadere sulle spalle.
-Signorina si sbrighi,il treno per Hogwarts non lattende,neanche se unillustrissima Malfoy!- unelfa domestica sovraeccitata era spuntata con un *poff* e si affrettava a caricarsi un pesante baule sulla schiena.
- Hahaha! Sweety,non ti ricordi mai che dal sesto anno in avanti posso materializzarmi e smaterializzarmi a mio piacere.- la ragguagli canzonatoria.
-Per,signorina Vivian, Hogwarts a miglia da qui!- sbatt i suoi occhioni elfici, poco convinta.
Lei soffi, facendosi strada fuori dalla sua camera e scese la scalinata di marmo bianco venata di grigio del maniero dei Malfoy. Sweety la rincorreva strepitando con velocit impressionante considerato il bagaglio che trasportava. Si aggrapp alla veste di Hogwarts della ragazza.
-La preego, sia prudente, signorina!-gli occhini lacrimosi.
Lei rise di gusto e assent per rassicurarla.
- Sweety,lasciala.- ordin una voce autorevole e gelida dalla base della scalinata.
Lelfa trem, si inchin con deferenza e spar rapidamente dalla circolazione.
Vivian salut luomo con un sorriso smagliante.
-Buongiorno,padre.
Lui le offr il braccio,sorridendole a sua volta.
-Spero che per Natale tu non abbia impegni,vorrei che ti trovassi a casa per quel tempo.
-Padre!-lei lo rimprover- Deve ancora incominciare lanno scolastico e tu mi vuoi gi a casa?!-esclam scherzosa.
Lucius Malfoy non fu capace di replicare.
In quellistante giunse un Draco trafelato e con la chioma scompigliata e con il pigiama addosso.
-Che ore sono?
Lucius lo fulmin con lo sguardo.
- E lora che tu sia sul treno di Hogwarts,signorino.- interfer Narcissa con le braccia conserte e gli occhi inceneritori-Vesto!
Un lampo di luce blu e Draco si ritrov nella sua divisa di Hogwarts.
La ragazza diede un bacio alla madre abbracciandola e fece un cenno rispettoso della testa al padre.
Un attimo dopo si materializz nel cortile della sua scuola.
Respir a fondo laria tiepida di inizio di settembre.
Silente stava passando per i portici in stile gotico proprio in quel mentre.
-Ah,signorina Malfoy!-la interpell,per niente sorpreso dalla sua improvvisa apparizione-La desidero nel mio ufficio alle sei del pomeriggio,se per lei va bene.
Lei annu gentilmente.
Da in cima a una torre che si affacciava sul cortile,una figura alta e con il volto coperto da un cappuccio di un ampio mantello nero la osservava.
Vivian,avvertendo una strana sensazione,si volt e scrut la torre dietro di lei.
Non cera nessuno.
Fece spallucce e si avvi allinterno del castello.
Kathleen chiuse lennesimo libro che aveva come argomento la magia. Niente. Niente di niente. Non menzionava n babbani ,n Auror e Mangiamorte.
Ogni tanto la riscuoteva la mania di cercare qualche prova tangibile che il mondo che il suo psichiatra sosteneva si fosse creata esistesse. Rimaneva sempre delusa. Tutti parlavano di magia,per nessuno in verit la praticava nella maniera che lei intendeva.
Tir un sospiro esausto e sorseggi il caldo infuso di erbe che le permetteva di dormire indisturbata fino alla mattina successiva,evitandole gli incubi che le facevano visita di frequente.
Doveva persuadersi che il suo mondo magico era un mero parto della sua fantasia. Un modo per scacciare la realt della condizione in cui era sedici anni prima, costretta a vagabondare per le strade, a nutrirsi di rifiuti, a chiedere lelemosina. Se non fosse stato per Melanie, la vecchietta che si era accorta dello stato penoso in cui versava,adesso lei sarebbe morta da un pezzo.
Eppure aveva un vuoto di memoria profondo quanto un cratere su quel periodo della sua vita. Ecco perch insisteva nella sua ricerca,prendeva in prestito i libri della biblioteca di Penzance e li divorava,speranzosa di cogliere qualche indizio. Non poteva essersi immaginata un universo talmente dettagliato senza alcuno stimolo esterno.
Spense la lampada della scrivania,si massaggi gli occhi stanchi,si avvolse in uno scialle e usc dallabitazione.
Si diresse verso la scogliera che si trovava a soltanto cinquanta metri da l. Percorse il sentiero che si inerpicava su una montagnola derba e intanto pens ai ricordi che aveva.
La maggioranza di quelli era popolata da un ragazzo,poi uomo,a cui lei pareva tenere particolarmente e una morsa di nostalgia lattanagliava.
Giunse alla scogliera. Il fragore delle onde era assordante e il maestrale soffiava violento.
E se stessero bluffando?Se lei fosse stata una persona totalmente diversa da come lavevano forzata a credere?Assurdo.
Forse aveva paura. Si sentiva smarrita alla prospettiva di allontanarsi dalla sua casa,dalla Cornovaglia. I cambiamenti latterrivano. Preferiva rimanere alloscuro,rifiutarsi di non vedere,piuttosto che perdere la tranquillit che quegli anni in compagnia dellanziana Melanie le avevano regalato. Questo,per, non le impediva di dare una sbirciata a qualche scritto singolare. Si,questo era abbastanza autoconvincente.
- Kathy!Kathy!-una vecchia signora apparve,affannata,dal sentiero. Era lievemente curvata in avanti,una crocchia di capelli argentei era sistemata sulla nuca. Indossava un golf lilla,una gonna lunga a fiorellini che accentuava la sua bassezza,e calzava delle scarpe da tennis.
Lei si gir,radiosa.
-Si, Melanie?
- E pronta la cenaBambina mia,cosa sono quegli occhi tristi?
Ma che attrice era,se non riusciva nemmeno a nascondere la minima emozione a una povera donna che soffriva di cuore?
